Vai al contenuto

Rischio sismico

Il territorio della penisola italiana è soggetto quasi interamente al rischio sismico; per quanto riguarda la Puglia, non si hanno notizie di terremoti avvenuti in epoca storica nel suo settore centromeridionale, mentre la zona del Gargano è stata più volte interessata da terremoti anche di notevole intensità ed è pertanto da considerarsi la zona della Puglia a maggiore pericolosità sismica.
Nella Puglia settentrionale si sono verificati, dall'anno 1000 ad oggi, almeno 13 eventi sismici d’intensità MCS (Mercalli-Cancani-Sieberg) superiore al VII grado, inoltre il “Catalogo dei forti terremoti avvenuti in Italia dal 461 a.C. al 1997” riporta anche due sismi verificatisi nell'anno 117 a.c. e nell'894, ma per i quali non si hanno notizie in merito all'intensità.
Naturalmente non è solo il Gargano ad essere interessato dal problema del rischio sismico; infatti, pur se non si hanno notizie di terremoti con epicentro nella Puglia centro meridionale, questo territorio ha spesso risentito degli effetti di sismi verificatisi in zone limitrofe, come si può notare dalla carta delle “Massime intensità macrosismiche osservate nei Comuni italiani”, Il Comune di Corato, situato nella fascia pre-murgiana della parte centro settentrionale della Puglia, rientra in quei Comuni che, pur non essendo stati teatro d’epicentro di sisma, hanno risentito degli effetti di sisma verificatosi nell'area del Gargano e della Basilicata e Campania. Il Comune, difatti, risulta classificato tra i Comuni sismici di III^ categoria ai sensi della Ordinanza del P.C.M. n. 3274 del 20.03.2003.

Sulla base di quanto innanzi enunciato, tenuto conto dell’identificazione della tipologia delle strutture dei fabbricati emersa dai dati del censimento e della classe di vulnerabilità che si può ipotizzare in base al periodo di costruzione del fabbricato, si sono delineate le zone di territorio che possono essere maggiormente interessate da crolli ovvero da lesioni per il risentimento di un evento sismico verificatosi in zone prossime alla città di Corato, come segue:


  • ZONA “1” identificabile nella zona A del P.R.G. (centro storico) rivela una classe di vulnerabilità molto elevata. La maggior parte dei fabbricati è costruita con murature e solai in pietrame non squadrato o solai di legno, mentre altri fabbricati sono costruiti con murature in pietrame sbozzato e solai con putrelle ovvero a sagoma di botte con tufi. L’intera zona si presenta omogenea, edificata prima del 900, fatte le dovute eccezioni per le ricostruzioni effettuate negli anni 70 e per alcuni interventi conservativi che si stanno effettuando ultimamente. La zona presenta un indice residenziale molto basso, stimabile sulla base dei dati censuari in 1500 persone abitanti; la stessa è molto frequentata nei giorni feriali e festivi a causa dell’alta concentrazione d’esercizi commerciali, botteghe e locali di intrattenimento.
    La viabilità è molto disagevole essendo il quartiere attraversato da un dedalo di viuzze che in qualche caso non consentono neanche il transito d’autoveicoli. Il transito degli autocarri risulta interdetto alla quasi totalità della rete viaria, oggi interessata dalla Z.T.L. (Zona a Traffico Limitato).
  • ZONA “2” identificabile con le zone “B1” del P.R.G. rivela una classe di vulnerabilità non elevata, fatta eccezione per le costruzioni site nei quartieri posti tra via M. R. Imbriani e Via Ruvo che, realizzate in una certa epoca e con determinati tecniche, presentano sin d’ora diverse problematiche. La maggior parte dei fabbricati realizzati in questa zona ha le murature in pietra e tufi squadrati con solai in tufi o mattoni a botola o a crociera. Il completamento di queste zone dagli anni 1960 ha visto realizzati fabbricati con muratura in tufo squadrato e solai in c.a. L’indice residenziale è di medio livello essendo i fabbricati sviluppati per non più di tre piani fuori terra. La popolazione residente è stimabile in 12.000 cittadini. La viabilità è buona in quasi tutta la zona essendo la maggior parte delle carreggiate larghe più di m 6.
  • ZONA “3” identificabile con le zone “C” del P.R.G. comprende la periferia dell’abitato. In queste zone la maggior parte dei fabbricati è stata realizzata dagli anni 70 in poi con struttura mista tufi e c.a., ovvero a scheletro in c.a. La vulnerabilità dei fabbricati è bassa, fatte le dovute eccezioni per i corpi di fabbricati preesistenti. La zona presenta anche interi quartieri costruiti successivamente al sisma del 1980 con i fabbricati con struttura c.a. “antisismici” .

Le zone come innanzi indicate sono evidenziate con una diversa colorazione nella planimetria scala 1:2000 allegata al presente piano, con l’indicazione della rete viaria percorribile dagli autocarri e le aree di emergenza.
L’abitato di Corato essendo situato in una zona di territorio pianeggiante, non presenta alcun rischio di vulnerabilità nella rete stradale di collegamento con i paesi viciniori e con il capoluogo di provincia. Difatti la ex S.S. 98 Bari – Foggia (ora S.P. 231) , l’autostrada A/14 e le ex provinciali in prossimità del Comune non hanno ponti che, in caso di sisma, possono essere danneggiati.
Lo stesso dicasi per la ferrovia Bari-Nord Barletta Bari che, ad eccezione dei ponti in
pietra di Via Lama di Grazia, Via Lago Baione ed in contrada Lama di Merlo, non ha altri tratti sopraelevati.

Torna a Rischi

Accessibility